Subito dopo il 7 ottobre 2023, comprendendone come tutte e tutti il significato di rottura del silenzio e delle certe ripercussioni, ci siamo immediatamente messi a disposizione del popolo palestinese lavorando nella direzione di un movimento di solidarietà massa largo e composito che solidarizzasse con il popolo palestinese e la sua resistenza, con responsabilità e determinazione e un chiaro ed esplicito riferimento sul come all'unità della Resistenza dovesse corrispondere l'unità della Solidarietà.
8 novembre SAMAH JABR a Milano presenta "Il tempo del Geocidio"
redazione
Mar, 22/10/2024 - 11:37
VENERDI 8 NOVEMBRE ORE 21,00
Samah Jabr torna a Milano per presentare il suo nuovo libro "Il tempo del genocidio"
Organizzano Salaam ragazzi dell'Olivo e Centro Sociale Vittoria
Roma 5 ottobre. Lo stato di polizia non ferma la solidarietà: Palestina libera!
Volevano impedire la piazza per la Palestina. Volevano allo stesso tempo provare a sperimentare il nuovo DDL1660.
E invece la risposta di massa ai diversi appelli è stata un enorme schiaffone a mano aperta al governo Meloni liberista in camicia nera.
Milano sa da che parte stare - tutte e tutti a Roma il 5 ottobre
redazione
Mar, 01/10/2024 - 15:07
NO AL DIVIETO DI MANIFESTARE CONTRO IL GENOCIDIO!
TUTTE E TUTTI A ROMA IL 5 OTTOBRE!
NO ALLO STATO DI POLIZIA!
NO AL DDL LIBERTICIDA 1660
Il compagno e amico Andrea "il tartaro" ci ha lasciato
redazione
Gio, 01/08/2024 - 18:22
Ci ha lasciato per un male improvviso e il suo cuore generoso si è fermato.
Perché il suo cuore era gentile e lui era affettuoso e generoso come sanno tutte e tutti i compagni e le compagne che lo conoscevano, al di là del suo aspetto che poteva sembrare burbero.
Sentivamo Andrea come uno/una di noi perchè Andrea era un compagno, un ragazzo diventato poi uomo che ha dedicato la sua vita a cambiare il mondo, convinto che questa non potesse essere l'unica società possibile e che gli uomini e le donne, le sfruttate e gli sfruttati di questo mondo avessero il diritto anzi si meritassero un futuro migliore.
Sentivamo Andrea uno/una di noi perché era parte di un progetto, di un percorso di vita, di una grande utopia destinata invece a potersi realizzare con lo sforzo, il sacrificio e la dedizione di tutte e tutti.
Ci siamo conosciuti nei primi anni '90, nella fase in cui i centri sociali, con un enorme entusiasmo, erano un polo attrattivo per migliaia di ragazze e ragazzi ma, fin dall'inizio, abbiamo condiviso con lui l'idea, la prospettiva, che non dovessero ridursi solo a produrre una generica "controcultura" , una socialità "alternativa" e non mercificata , a diventare "imprese sociali", ma dovessero mantenere il loro ruolo di sovversione ideologica e politica in maniera militante. Superando la marginalità sociale per praticare e vivere il conflitto come elemento cosciente in una prospettiva di classe.